Caro diario

07/02/2010 at 12:52 pm (Mirtrim) ()

È da un po’ che non scrivo, probabilmente perché le cose sembrano andare per il verso giusto. In compenso mi sono convertito in una fabbrica di stelle di carta, e ho una cartella chiamata “<3″ sul desktop. Non so, mi sembra che le cose siano perfette così. Le persone mi danno fiducia, io mi sento abbastanza in grado di soddisfare le richieste. Il Socially Awkward Penguin che c’è in me sta pian piano lasciando il posto a una specie di Courage Wolf.

[davide@ArchBox ~]$ yaourt -Syyu –aur

50 pacchetti da aggiornare, si vede che non do più il comando ogni giorno. Va bene così.

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Life’s good

19/01/2010 at 6:11 pm (Mirtrim) (, , )

Sta andando tutto bene. Ora mi basta solo la primavera. Sta andando bene, Davide. Cerca di rimanere così.

Non distrae, non fa andare male a scuola. Dona voglia di fare, di vivere e di scrivere. Dona qualcuno a cui dedicare poesie.

Sta andando bene. Finalmente.

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Sarai tu

13/01/2010 at 9:26 pm (Mirtrim)

Questo posto è una gigantesca capsula del tempo, e in quanto tale incapsula il tempo. Ogni post è frutto dell’istante in cui io premo il pulsante “Pubblica”, qui a destra. Io sono tutto questo. Non sono sicuro che ciò che non viene annotato non meriti di esserlo.

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Ágætis Byrjun

03/01/2010 at 6:31 pm (Mirtrim) (, )

Avrei moltissimo da scrivere, da raccontare, a proposito della notte dell’ultimo dell’anno. Ho preso a pugni sulle spalle qualcuno, ho abbracciato e forse mi sono innamorato. Quello che mi ha stupito di più è stato il fatto che sia riuscito a lasciarmi andare. L’alcol non è così male, dopotutto. Forse è per quello che sono riuscito ad evitare la solita serata. Forse è stata la veglia di oltre 36 ore. Il vedere la casa distrutta e poi rimetterla a posto. La sortita pomeridiana per fare rifornimento, la carta d’identità sempre nel portafogli, il ritorno a casa, persone che arrivano e si attaccano allo schermo con un joystick in mano. La cena pesantissima, il gioco di Bastardi senza gloria in attesa della mezzanotte, stappare lo spumante perché un orologio segna mezzanotte e un secondo del primo dell’anno. Il delirio, la musica a tutto volume, gente che salta in giro, roba che non si trova più, il cuore che si lascia andare. Il poker delle 4 di mattina, lo stato di veglia e rilassamento assoluto delle 6, accoccolati a proteggersi l’uno con l’altra. L’attesa dell’alba che non arriva per la nebbia. 11 persone in stato comatoso che vagano per casa. La colazione, gente che scompare. Le occhiate. Le allusioni. Lentamente ci si sveglia ancora, qualcuno resta anche a pranzo, lei deve andare. “Ciao, grazie davvero di tutto”, mi si stringe la gola e sento un tuffo al cuore. Pranzo con gli avanzi del giorno prima, tutti se ne vanno, rimaniamo in due. L’ansia.

Casa libera.

Doccia.

Pc.

Mi si chiudono gli occhi.

Uptime totale: 36 ore. Coma: 16 ore.

Due sogni lucidi. Un buon inizio.

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25/12/2009 at 5:55 pm (Mirtrim) ()

Ritrovato stamane il corpo di un adolescente, presumibilmente morto in seguito all’ingestione di un miscuglio letale di grog e coca cola. Ritrovate anche una fotografia ridotta in cenere, stampata poco tempo prima dell’avvenimento, e un liquido di materia onirica, che, analizzato, ha rivelato una sigaretta della lunghezza di circa un metro e mezzo, commentata in questo modo dallo stesso ragazzo: “Si, beh, va tagliata qua, qua, qua, qua e qua. Ci devi mettere i filtrini ovviamente. Dove cazzo le vendono cartine del genere?”. Ritrovata nel suo pc la causa di parte della propria insoddisfazione, controbilanciata da una porzione di dati alfanumerici nascosti in una partizione criptata del suo hard dick indicanti una grande forza d’animo. Gli investigatori sono in ferie per natale, e pure a chi scrive piacerebbe essere in una bella isola tropicale. Lontano dal mondo, magari.
Buon natale. Che le lettere dei vescovi non vi perseguitino. Che abbiate un capodanno denso di alcol e fumo. Che riusciate ad affogarvi. Ci vediamo dall’altra parte, Jimi vi aspetta. Non ho idea dei tag da mettere lol

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Muse 21/11/2009

13/12/2009 at 1:44 pm (Mirtrim) (, , , )

Arriviamo piuttosto tardi. Aprono i cancelli. Corriamo.

Band spalla. Gente che fuma.

Qualcuno sviene ad Undisclosed Desires.

Al massimo volume. Al massimo volume.

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07/12/2009 at 9:43 pm (Mirtrim) (, , )

Hei, magari il mio capolavoro saranno la mia vita, i miei ricordi. Nessuno oltre a me può essere a conoscenza delle correzioni che apporto a quello che scrivo. Forse i momenti che vivo io sono quello che mi aspetto di tirarmi fuori. Ho delle storie che vanno raccontate, il problema è come tirarle fuori. Mi piacerebbe far loro un regalo, magari prima di perdere il contatto. Una narrazione di eventi? Una narrazione di sentimenti? Di speranze? Solo dialoghi che danno vita a puri concetti, senza delineare l’aspetto materiale? Un’attribuzione materiale? L’espressione degli ideali? L’espressione di un periodo di speranza? Mi chiedo come dovrei rendere la loro storia. Più epica possibile? Più umana? Nomi? Iniziali? Voci? Parallelismo? Qualcosa in cui si possano riconoscere? Punto di vista? Esterno, interno col rischio di rendere il tutto irriconoscibile? Ho la sensazione di dover curare ogni singola parola. Il mio errore è di aver tentato di batterla a macchina. Quante cose si possono capire da uno screenshot? Mh, perdo pezzi per strada. Chissà se mi ricorderò come sono arrivato da “batterla a macchina” a “screenshot”.

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Them bones

29/11/2009 at 7:05 pm (Mirtrim) (, )

Periodo interrogativo. Non scrivo molto. Non succede nulla. Scopro cose nuove. Magari siamo una coscienza unica che ha esperienza di sè individualmente. L’immagine che WordPress piazza in alto a sinistra quando faccio il log-in mi sembra una svastica. Provo ad ascoltare musica nuova. I titoli dei post come al solito non sono minimamente correlati al testo. Ho letto il post sulla trapanazione. Mi vengono in mente paranoia e mescalina. Trovo che le divagazioni siano il pane della mente. O almeno, la flebo che tiene in vita la mente. Mah, scuola discretamente. Poco interesse. Forse trollare il prof durante le ore di cattolicesimo. Scaricato praticamente ogni singolo file disponibile su Bill Hicks. Guardato “Manos: The Hands Of Fate“, consigliato a tutti. Tutto è creazione della mia mente, forse? I mean, suvvia, Dio potrebbe essere parte di me. No such thing as reality. Documentato a proposito di Hegel e Schopenhauer. I soliti insulsi problemi, mi sembra di essere depresso, dopo due ore sono tutto allegro. Giornate alterne. Suicidio. Intraprendenza. Malinconia. Sensazione di calore all’altezza del mediastino. Sensazione di dover tirare avanti. Interessi. Reinstallata ArchLinux. Fucking love this system. Vedi i tag di qualche articolo fa. Il sistema non è quello Orwelliano. Palestra. Endorfine. Impressione di veder scorrere le vite degli altri davanti ai miei occhi. Abbandonato il vecchio sistema di pensiero. Arreso alla sensibilità. Spietatezza. Giocare con la propria vita. False promesse. Ascoltatevi The Downward Spiral dei Nine Inch Nails. Leggete il dannato testo. Ascoltatevi gli Alice In Chains. Dannata abitudine di mettere in maiuscolo ogni singola iniziale di album e gruppi musicali. Incompletezza. Tommaso in filosofia. Che noia. “Vedere tutta questa indifferenza di fronte al mio filosofo preferito mi irrita. Capisco però che forse voi siete troppo poco elevati per capire”. Mostri un minimo di interesse per un filosofo moderno. Catalogato a ragazzino bohemienne-alternativo-del-cazzo. Nah, forse non ha questo tipo di cultura. Raffreddore. L’aria fredda la sera mentre mi affaccio a chiudere le imposte. Il Satyricon di Petronio. Così parlò Zarathustra sul comodino. Magick di Crowley in arrivo. I biglietti dei concerti visti finora incorniciati. Non ho scritto post sugli ultimi due. Reminder. Motorhead (Biglietto strappato e magnificamente vissuto, stupendo) e Muse (Integro, inchiostro decisamente impallidito). La scuola non è il primo pensiero. È intelligente ma non si applica, 2009 edition. Imparato a trattare con il leggendario 187. Daily roll. Allucinazioni (macchie di luce che spuntano dal buio, figata). Camera da riarredare. Intermission dei Tool in loop per una buona mezz’ora. Persone che sembrano preoccuparsi per me. Persone che salvano altre persone, per attitudine propria. Non so se sia un dono o una maledizione. Lei che si allontana. Loro che si avvicinano. Qualcuno che mi delude, qualcuno che faccio contento. Qualcuno che non mi contatta se non necessario a fini propri. Uno dei tre gatti ha una zampa fratturata in più punti. Antibiotico. Mangia, beve, fa le fusa come se volesse rassicurarci. Si alza, cammina per brevi tratti dalla lettiera alla sua cuccetta dove dorme sempre. Spero solo si riprenda. Post che annunciano la vita dei blogger. Pollycoke che non scrive più. No, l’ultima frase no. Appena controllato. Un post da ieri. Chissà che ritorni. Word count: 524. Penso sia abbastanza.

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Nomenclatura

15/11/2009 at 9:25 pm (Mirtrim) (, , , )

Bill Hicks mi sembra tuttora una buona scusa per la poca lucidità con cui lego i titoli dei post al loro contenuto, forse soltanto perché quando comincio a scrivere non so ancora con certezza di cosa parlare, forse perché ho una stima delle mie capacità abbastanza avanzata e tanto nascosta quanto subdola che mi permette di iniziare senza cancellare il tutto dopo averlo riletto.

Ænima dei Tool mi sembra tuttavia troppo drastica per descrivere il periodo di 24 ore che caratterizza il mio metabolismo in questo mese.

Sono troppo poco triste e troppo poco arrabbiato, forse questo è l’influsso dei Turbonegro.

Eppure sento come se una velata aura di neutralità mi stesse avvolgendo, quasi al limite della mia sopportazione i cambi di atteggiamenti frequenti, e lo stato al limite del comatoso che mi assale durante l’inverno.

Nonostante tutto questo scorrere piatto del tempo, non riesco ancora a capacitarmi della mia insensatezza in certi ragionamenti, della mia strana euforia seguita a un periodo trenta volte più lungo di torpore.

Sono il Belacqua che prende in giro Dante, sono il Bukowski dopo la sbronza, sono il più cinico dei sadici, sono quello che alza le spalle dopo un rimprovero.

Dovrei scriverci un post su Ænima.

Dovrei scriverci un post sui Turbonegro.

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Nihilism and empathy don’t get along very well

30/10/2009 at 9:20 pm (Mirtrim)

Dalla grande varietà di sentimenti che la natura ci ha gentilmente messo a disposizione, ne emergono alcuni per cui, da soli, vale la pena di (vivere / morire). Nello scrivere un articolo abbastanza spietato e distruttivo ci si aspetta soddisfazione, invece non è stato così. Non ti si scalda il cuore a distruggere le cose. Dicono possa essere parte del processo creativo, in ogni caso.

Ti si riempie il cuore, invece, a sentire che una persona ti sente vicino, si sente in grado di poterti comunicare stato d’animo e difficoltà. Il cuore sente di essere vivo quando qualcuno ti si siede accanto, ti chiede di essere ascoltato.

Ma ti chiedi se valga la pena di vivere per questo. Ti chiedi se cedere o no ai tuoi istinti, ti chiedi se veramente tutto questo va distrutto, arrivi a chiederti se la tua vita valga la pena di essere vissuta.

Forse è la prima volta che scrivo un articolo onestamente, non so se sto mentendo a me stesso. Forse, non lo saprò mai. Ho una dannata paura di quello che mi succederà se mi stacco. Ho una dannata paura di vivere.

Queste continue contraddizioni che si impossessano delle mie mani mentre scrivo sono soltanto un indice della tempesta che mi sta sconvolgendo, mi piace credere questo. Non so se affogarci, in ogni caso. Affogarci tirando fuori tutto quello che ne posso tirare fuori, se potrò.

Domani mi sveglierò e forse farò ancora l’avvocato del diavolo. Forse mi arrenderò a me stesso. Troverò mai il coraggio di tirare fuori questa tempesta senza farvi affogare tutti coloro per cui darei la vita?

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